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Didattica

  1. Due lauree, un solo ciclo di studi
    Abolire il decreto regio 1592/1933 che impedisce di immatricolarsi in due corsi di laurea simultaneamente ed introdurre la possibilità di conseguire più lauree contemporaneamente, ricalcando i double degree con l’estero;
  1. Minor: una laurea ‘minore’ in più
    Introdurre la possibilità di ottenere un Minor Degree in un altro corso di laurea, ovvero la possibilità di sostenere un dato numero di esami presso quello stesso corso durante il proprio percorso di studi triennale o magistrale;
  2. Didattica più pratica, interattiva e professionalizzante
  • Flipped classes: introdurre una didattica ‘rovesciata’, in cui la teoria si prepara a casa e la cui applicazione pratica avviene in classe con il docente;
  • Training per il lavoro: aumentare i laboratori, i lavori di gruppo e le simulazioni di situazioni che si affronteranno nel mondo del lavoro;
  • Cooperazione con il mondo dell’azienda: aumentare le visite aziendali, le competizioni tra studenti con premi aziendali le formazioni tenute da professionisti nel proprio settore e gli in-company training;
  1. Digitalizzazione della didattica: università 4.0
  • Creare una banca dati dove vengano inseriti podcast registrati delle lezioni tenute per ogni corso di laurea da parte di ciascuna università e dare la possibilità agli studenti e alle studentesse di tutta Italia di accedere a queste banche dati;
  • Introdurre l’utilizzo di video e altre forme di comunicazione digitale complementari alla didattica frontale;
  • Utilizzare nella didattica in classe software e strumentazioni tecnologiche che vengano utilizzate anche nel mondo del lavoro;
  • Migliorare la diffusione e l’utilizzo delle piattaforme di e-learning, permettendo un’effettiva interazione sia tra studenti che con i docenti;
  1. Erasmus interno: una mobilità più facile
    Creare una piattaforma simile a quella del programma Erasmus che consenta la mobilità degli studenti e delle studentesse su scala nazionale; permettendo, così, di sostenere parte del proprio percorso di studi in altri atenei al fine di favorire nuove conoscenze e contatti, oltre alla capacità di inserirsi in un altro ambiente;
  1. Esaminazioni più fluide  
    Rivedere, ove possibile e sensato, il metodo di valutazione degli studenti, introducendo un tipo di valutazione più costante e pratica attraverso più prove parziali, assignments, lavori di gruppo, partecipazione attiva;
  2. Dare voce agli studenti: valutazione dei professori più incisiva Dare più peso alla valutazione dei professori da parte degli studenti attraverso un meccanismo premiale consistente in bonus stipendiali o gratificazioni non monetarie;
  3. Tutoring studentesco: didattica peer2peer
    Introdurre il tutoring peer to peer: dare la possibilità agli studenti con ottimi risultati ad un dato esame e che soddisfino alcuni requisiti di base (ad esempio età, predisposizione alla comunicazione, disponibilità, ecc.)  di fare da tutor a studenti che devono ancora dare quel dato esame; il servizio dovrà essere gratuito per chi lo fruisce, mentre la remunerazione dei tutor dovrà essere a discrezione delle singole università;
  1. Abolizione del salto dell’appello: una pratica inutile e dannosa
    Abolire la pratica del ‘salto dell’appello’, ovvero il divieto di sostenere un esame nell’appello immediatamente successivo a quello in cui si è stati bocciati;
  1. La lingua è importante
    Dare la possibilità agli studenti di poter frequentare corsi di lingua gratuiti, anche in preparazione dell’Erasmus;
  1. Più inclusione degli studenti nella ricerca
    Includere maggiormente gli studenti, già dalle triennali, nella ricerca universitaria.

Tasse e diritto allo studio

  1. Borse di studio “welfare”
    • Indicizzare il valore delle borse di studio al costo della vita in modo proporzionato per ogni regione;
    • Provvedere all’erogazione di misure specifiche di welfare studentesco: abbassamento dei costi per l’acquisto di libri, abbonamenti ai mezzi, pasti e accesso alle attività culturali;
    • Aumentare lo stanziamento nazionale del fondo per il Diritto allo studio;
  2. Student Card Digitale: tutti i servizi a portata di app
    • Creare una carta, supportata da una app, che permetta di accedere ai servizi come ristorazione, alloggi, trasporti, attività culturali e ricreative a prezzo agevolato per tutti gli studenti e studentesse;
    • Prevedere che i borsisti DSU possano accedere, grazie alla carta, agli stessi servizi in tutte le università d’Italia;
  3. Idonei = Beneficiari
    Eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario dell’erogazione della Borsa di studio DSU;
  4. Studente lavoratore ‘unico’
    Arrivare a una regolamentazione unica nazionale per la figura dello studente lavoratore;
  5. Numero programmato: per una didattica di qualità
    • Garantire, nel caso in cui sia presente un test di ingresso, modalità certe e tempi assicurati per tutto il suo svolgimento;
    • Aumentare il numero di borse di specialità. Oggi sono 8.000 a fronte di 10.000 entranti, che porta ad avere 15.000 ‘camici grigi’; ciò risolverebbe anche il problema dei pensionamenti entro il 2025, derivanti dagli ultimi medici entrati con il numero aperto;
  6. Maggior ascolto agli studenti
    Aumentare i servizi di ascolto da parte di professionisti per non lasciare da soli gli studenti e le studentesse in difficoltà nel loro percorso universitario;
  1. Sanità a misura di studente
    Istituire un tavolo di confronto con autorità sanitarie sulla libertà di scelta del luogo di cura e la possibilità di ottenere il domicilio sanitario senza rinunciare al medico di base nella propria città di residenza;
  1. Trasporti agevolati per tutti
    Richiedere una “fascia di prezzo universitario” attraverso una convenzione nazionale con Alitalia, Trenitalia e Italo per gli studenti e le studentesse di ogni Ateneo;
  1. Voto fuorisede: permettere a tutti di esprimere il proprio voto
    Permettere a studenti e studentesse fuorisede di votare alle elezioni senza dover necessariamente ritornare al comune di residenza;
  1. Piattaforma informativa per i fuorisede
    Creare una piattaforma interattiva nazionale, dove sia possibile informarsi sulla vita da fuorisede nelle principali città universitarie italiane;
  2. È servita? Valutare la riforma ‘3+2’, 20 anni dopo
    Portare avanti uno studio effettivo sul sistema 3+2, con particolare focus sulla Riforma Gelmini, le sue implicazioni per lo studente, il mondo del lavoro e la mobilità studentesca.

Internazionalizzazione

  1. Studenti senza frontiere: più posti Erasmus
    • Aumentare il numero di studenti Erasmus in uscita dal 2,6% al 5% entro il 2022 attraverso meccanismi di incentivazione adeguati;
    • Incentivare la conversione degli esami, una maggiore informazione sulle mete, un maggior network con le università estere e una maggiore attrattività delle università italiane;
  2. Didattica internazionale: più corsi in lingua inglese
    Aumentare il numero dei corsi forniti in lingua inglese, ove sostenibile e sensato, fino ad ottenere un corso in inglese mantenendo l’omologo italiano;
  3. Docenza globale: più professori internazionali
    Aumentare il numero di professori internazionali che insegnano negli atenei italiani rendendo la didattica più innovativa, l’università più internazionale e la mobilità dei docenti più efficace;
  1. Piano studi a misura di Erasmus: esami ‘liberi’
    Introdurre un numero massimo di esami ‘liberi’ nel proprio curriculum accademico il cui unico requisito sia la pertinenza al corso di studio;
  1. Maggiore chiarezza sugli esami che possono essere convertiti
    Dare chiarezza sin dall’inizio della domanda di Erasmus sugli esami che potranno essere convertiti presso l’università di destinazione;
  1. Fare squadra per l’internazionalizzazione: cooperazione con le università estere
    Aumentare la comunicazione e il coordinamento in modo da comprendere le esigenze dell’università associate e perfezionare i programmi di scambio in base alle reciproche esigenze;
  1. Standardizzazione dei requisiti linguistici per l’Erasmus
    Uniformare i requisiti per l’accesso a programmi di scambio, in modo da garantire a tutti coloro che partano un livello uniforme di conoscenza della lingua estera;
  1. Meno costi per studiare all’estero
    Adeguare in maniera più efficace, aggiungendo più classi di paesi a quelle esistenti ad oggi, il valore delle borse di studio di mobilità internazionale al costo della vita nelle diverse destinazioni;
  1. Erasmus più facile: informazione “peer2peer”
    Creazione di una piattaforma che metta in comunicazione gli studenti già partiti in Erasmus e coloro che vogliono partire, in modo da rendere più facile lo scambio di informazioni sulle mete di interesse;
  1. Un portale per gli studenti internazionali
    Creazione di un portale, a livello nazionale, dove gli studenti internazionali possano documentarsi su ogni aspetto del percorso accademico e della vita in Italia (università, sanità, costo della vita, mobilità etc.).

Università e lavoro

  1. In competizione per le imprese
  • Introdurre momenti di problem-solving volti alla risoluzione di criticità reali all’interno delle imprese;
  • Proporre tirocini formativi per lo studente o i gruppi che eccelleranno nelle competizioni;
  1. Suggerimenti dal mondo del lavoro
    Introdurre tavoli di confronto tra le università e le maggiori aziende per definire quali siano le conoscenze e le “soft skills” richieste, in modo da favorire una preparazione che rispecchi al meglio le esigenze del mondo del lavoro;
  1. Un percorso più pratico
  • Introdurre, ove possibile e sensato, l’obbligatorietà dello stage curriculare durante lo svolgimento della magistrale;
  • Incentivare l’offerta di laboratori pratici e professionalizzanti durante l’arco della triennale
  1. Merito al merito
    Introdurre una quota di finanziamenti premiali da destinare alle università con la maggior percentuale di studenti e studentesse assunti entro un anno dalla laurea;
  2. Curriculum vitae
  • Creare una piattaforma ufficiale del MIUR all’interno della quale gli studenti siano obbligati ad inserire sin dall’anno di prima immatricolazione il proprio CV, al fine di incentivare gli studenti ad ampliare e perfezionare il proprio CV sin da subito;
  • Permettere alle aziende l’accesso alla piattaforma nazionale dei CV e dare loro la possibilità di contattare direttamente gli studenti e le studentesse con i profili più calzanti ai propri bisogni;
  1. Tirocini a portata di click
    Istituzionalizzare una piattaforma ufficiale del MIUR alla quale possano accedere tutte le imprese, che dia la possibilità alle stesse di inserire nella piattaforma i tirocini disponibili presso di loro, accessibili poi a tutti gli studenti.

Politiche di genere

  1. Gravidanza e maternità
  • Linee guide uniche: richiedere che a livello nazionale vengano emanati provvedimenti che garantiscano una tutela della carriera universitaria delle studentesse in gravidanza e maternità;
  • Status di maternità: abilitare la possibilità di sospensione specificatamente in caso di maternità, con relativo riconoscimento di facilitazioni e accorgimenti;
  • Borse di studio a prova di mamme: offrire la possibilità di prolungare, qualora ve ne fosse la necessità, la scadenza di eventuali borse di studio assegnate precedentemente o durante il periodo di maternità;
  • Didattica a misura di gestante: implementare e promuovere un tipo di didattica che preveda l’utilizzo di piattaforme di e-learning e permettere alle studentesse, impossibilitate alla frequentazione dei corsi, di poter portare a termine gli studi nei tempi prestabiliti;
  1. Valorizzazione dell’identità di genere
  • Carriere alias: la student card ed il badge sono rappresentativi dello studente e, perciò, devono soddisfare le esigenze anche delle persone che abbiano o stiano intraprendendo una transizione di genere. Si richiede, quindi, che questa necessità sia rispettata fornendo la possibilità di un doppio tesseramento che riconosca il percorso;
  • Vita nuova, più consapevole: la propria sessualità e identità di genere non sempre rendono la vita di uno studente agevole; questo si ripercuote anche a livello del rendimento e della soddisfazione rispetto all’esperienza universitaria. Si richiedono maggiori attenzioni a questo aspetto della vita degli studenti con personale preparato e gruppi di sostegno che sappiano affrontare tali tematiche;
  1. Largo alle donne
  • Assorbenti senza IVA: è importante che, in tutti gli atenei, vi siano distributori per assorbenti e che vengano venduti ad un prezzo agevolato;
  • Indagare sull’effetto “soffitto di cristallo”: le università italiane presentano uno scostamento tra il livello di preparazione delle studentesse ed il loro effettivo impiego all’interno delle accademie. La situazione è stata analizzata in modo insufficiente; si chiede, dunque, un implemento della ricerca rispetto a questo settore e direttive che a lungo termine provino a porvi rimedio;
  • Bilancio di Genere: Il Bilancio di Genere è un’analisi accurata della nostra comunità, che riguarda tutte le parti sociali universitarie. Quindi è necessario sollecitare l’ANVUR ad inserire nelle proprie linee guida un indicatore di gender gap, per incoraggiare tutti gli Atenei ad una presa di coscienza delle situazioni discriminatorie e a porvi rimedio.

Sostenibilità ambientale

  1. Meno plastica
    La plastica sta divorando il nostro globo e le università non dovrebbero rimanere inermi di fronte a questa emergenza: è necessario diminuire progressivamente l’utilizzo della plastica nelle mense, la distribuzione di bottigliette e l’utilizzo di accessori usa e getta di plastica e arrivare ad eliminarlo;
  1. Una borraccia per ogni studente
    Distribuire nelle Università borracce a ciascuno studente neo immatricolato;
  1. Acqua per tutti
    Se eliminassimo l’utilizzo di bottigliette di plastica sarà necessario che ogni sede universitaria sia fornita di dispenser dell’acqua idonei a soddisfare il fabbisogno della popolazione studentesca;
  1. Basta carta negli uffici
    Incentivare una dematerializzazione delle documentazioni studentesche al fine di ottimizzare le banche dati degli atenei e ridurre l’utilizzo di carta;
  1. Convenzioni con bike, car, scooter sharing
    Una delle cause principali dell’inquinamento sono i trasporti: chiediamo quindi la conclusione di convenzioni che garantiscano prezzi scontati agli studenti universitari con aziende di bike/car/scooter sharing elettrici per promuoverne l’utilizzo;
  1. Raccolta differenziata 2.0
    Aumentare o introdurre, ove necessario, i bidoni della differenziata all’interno dei collegi, delle mense e degli atenei permettendo una corretta raccolta differenziata;
  1. Maggior utilizzo di materiali biodegradabili
    nelle mense, i distributori automatici e tutti i servizi dell’università dovrebbero utilizzare o fornire materiali biodegradabili.

Accessibilità

  1. Controllo
    Accertare il soddisfacimento degli standard europei di accessibilità̀ delle strutture universitarie per le persone con ridotta mobilità;
  1. Migliorare la rete per l’inclusione
    • Caldjob per tutti: si tratta di un connettore che favorisce l’immissione nel mondo del lavoro di studenti appartenenti alle categorie protette (studenti portatori di disabilità di ogni genere). Ad oggi è un progetto che coinvolge solo la Regione Lombardia, è importante che venga reso un progetto di interesse e applicazione a livello nazionale;
    • Meno tasse, più benefici: chiedere che venga estesa la possibilità a chi presenti un’invalidità non inferiore al 66%, di usufruire di esoneri sulla tassa di iscrizione, sui contributi universitari e di poter contare su una maggiorazione del numero borse di studio ad hoc;
    • Migliorie specifiche:stabilire una quota nazionale volta alla dotazione di attrezzature specialistiche, materiale didattico o altri strumenti idonei a superare difficoltà date dalle varie disabilità;
    • “Studenti tutori”: indire bandi di collaborazione in attività di sostegno per il supporto a colleghi portatori di disabilità con il compito di seguire lo studente nei suoi spostamenti all’interno dell’Ateneo, di aiutarlo nello studio individuale, nelle diverse attività didattiche e nell’espletamento delle pratiche burocratiche;
  2. Università a misura di disabile
    • trasporto: frequentare l’università ed i suoi corsi è un diritto di tutti, perciò è necessario che il raggiungimento del luogo fisico dell’università sia facilitato per gli studenti portatori di disabilità con mezzi di trasporto specifici;
    • alloggio: per gli studenti fuorisede portatori di disabilità si richiedono alloggi presso strutture universitarie specificamente attrezzate;
    • supporto alla didattica: concretizzare il sostegno agli studenti disabili con ausili informatici, tutors alla pari e tutors didattici, servizio di accoglienza ai disabili e laboratori appositi;
  3. Inclusione a 360°
    Costituzione di un gruppo di lavoro composto da professionisti capaci di intervenire in ogni momento del percorso formativo, offrendo agli studenti in situazioni di disabilità un supporto personalizzato e servizi tecnici e didattici. Che metta, inoltre, a disposizione degli studenti disabili la possibilità di effettuare colloqui individuali che li aiutino a scegliere il corso più incline alle proprie attitudini;
  1. Premi all’inclusione
    Premiare le università più meritevoli in materia di inclusione per rendere le graduatorie annue uno strumento di incentivo al miglioramento specifico in campo di accessibilità.

Ruolo del CNSU

  1. Report semestrali per migliorare la comunicazione
    Istituire la redazione di un report semestrale da parte delle Rappresentanze di vertice di ogni Ateneo sulle condizioni del corpo studentesco e le eventuali criticità riscontrate, poi pubblicato sul sito del CNSU. In questo modo si aumenta la capacità di incidere in tempi rapidi, avendo un quadro realistico del sistema universitario;
  1. Aggiornare il sito del CNSU e sfruttare i canali social
    Promuovere le iniziative e il lavoro del CNSU attraverso canali mediatici effettivamente utilizzati dagli studenti e sfruttare queste piattaforme per raccogliere idee e proposte;
  2. Comunicazione diretta
    Creare un servizio on-line dove gli studenti possano segnalare criticità e suggerire migliorie direttamente al CNSU.